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Consigli per chi vuole comprare casa (parte 1)

La "proposta di acquisto" della casa (parte 1)

L’acquisto di un immobile comporta un iter burocratico che inizia con una “proposta d'acquisto”.

Spesso la sua sottoscrizione viene fatta superficialmente, spinti dalla paura di perdere l’occasione tanto aspettata, rassicurati dall’agenzia immobiliare (mediatore) che ci sottopone un'offerta scritta (e irrevocabile!) per stringere i tempi e convincere il venditore a decidersi… Forse è proprio per questi motivi – volontà di concludere l'affare e paura di perdere la tanto attesa “occasione” – che LE CONSEGUENZE DELLA FIRMA di una proposta d'acquisto spesso VENGONO SOTTOVALUTATE dal compratore.

In particolare, il pericolo maggiore è quello di trovarsi a sottoscrivere condizioni più vincolanti del previsto, simili a quelle che si assumono in un contratto preliminare di compravendita, senza però avere la possibilità di “concordarle e discuterne” con il venditore, circostanza questa che normalmente si verifica nella successiva fase di sottoscrizione di un preliminare. In genere, infatti, la proposta d'acquisto viene formalizzata su un modulo prestampato fornito dall'agenzia che ha il mandato a vendere, insieme con la consegna al venditore di un assegno per "bloccare l'affare", a dimostrazione della bontà delle intenzioni del potenziale acquirente.

La prima circostanza al quale il compratore dovrà quindi prestare attenzione AD EVITARE CONSEGUENZE INASPETTATE è se la proposta di acquisto predisposta dall’agenzia – come avviene nella maggioranza dei casi - è una proposta “irrevocabile”, pertanto non soggetta al diritto di recesso determinato nel D.Lgs 190/2005, art. 11 in quanto di per sè già vincolata ad un periodo di validità oltre il quale perde di ogni efficacia. In tale situazione, il compratore si impegnerà sin da subito all’acquisto dell’immobile, mentre il venditore verrà impegnato solo nel momento in cui accetterà la proposta.

In considerazione del vincolo unilaterale, è consigliabile quindi concordare una somma più bassa possibile e soprattutto stabilire un tempo breve per la validità della proposta in modo da non rimanere vincolati troppo a lungo e non dare la possibilità al venditore di giocare al rialzo con altre persone interessate all'immobile. Se l'affare va a buon fine e non ci sono ripensamenti, le Parti si incontreranno per mettere a punto un “preliminare di compravendita” vero e proprio, salvo il caso in cui la proposta di acquisto sottoscritta e accettata sia già espressamente considerata dalle Parti quale “contratto preliminare di compravendita”.

Chiara Moscatelli