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Nuove norme sui compensi dei CTU

La legge di conversione n. 132 del 6 agosto 2015 ha introdotto tra gli aggiornamenti una modifica per i professionisti tecnici che stabilisce che “il compenso dell’esperto estimatore nominato dal Giudice o dall’Ufficiale Giudiziale è calcolato sulla base del prezzo ricavato dalla vendita. Prima della vendita non possono essere liquidati acconti in misura superiore al cinquanta per cento del compenso calcolato sulla base del valore di stima”.

Questo comporta che, per ottenere il pagamento completo per la prestazione effettuata, il professionista deve aspettare che l’immobile venga venduto. Si può ritenere che esista una illegittimità contrattuale tra lo stato e il professionista, che deve accettare un incarico professionale sulla base di un compenso indeterminato, non fissabile al momento dell’incarico e senza conoscere un intervallo di minima e di massima del proprio compenso?

La norma poi non dice nulla nel caso in cui la vendita non possa essere concludersi per svariati motivi, indipendenti dal lavoro svolto dal consulente tecnico. Se non c’è un ricavo dalla vendita, allora non si può calcolare niente e il professionista non percepirebbe niente!

Esiste il rischio che il professionista, non solo non si veda riconosciuto il 50% restante (l’importo di stima viene abbattuto di default del 15% prima che vada alla prima asta), ma che si veda costretto a restituire una parte del compenso ricevuto!

Sulla pagine dell’Ordine degli Architetti, alla voce “Compensi CTU”, ci sono alcuni aggiornamenti in merito ai tagli dei compensi e le circolari inviate dove in conclusione si legge: “In attesa di verificare la costituzionalità della legge per eventuali ricorsi, stiamo intervenendo presso il Ministero della Giustizia, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Geometri, per trovare una soluzione utile e immediata a risolvere il pessimo servizio fatto ai professionisti e il favore fatto alle Banche”.

Emanuela Di Tocco